IL SENCHA TAMARYOKUCHA DI HIGASHI SONOGI E GLI “TSUNAGU SONOGI TEA FARMERS”

Il “Mushisei Tama-ryoku-cha” (“Tama” virgola, “Ryoku” verde, “Cha” tè) è un Sencha dalla particolare forma a virgola, e non ad ago di pino come tutti gli altri, detto anche “Guricha” tè arricciato “Muschi-Guri”(“Mushi” sta per vapore) differente da un altro “Tama-Ryoku-Cha” cotto in padella chiamato invece “Kama-Iri-Cha” (vedi articolo kamairicha), del quale è una elegantissima evoluzione.

Venne creato nel 1920 per essere esportato nei paesi mussulmani vicini all’Unione Sovietica, allora gran consumatori di tè verdi cinesi dal gusto meno erbaceo del Sencha prodotto per la maggiore in Giappone.

Era un nuovo tè che doveva soddisfare sia la richiesta del mercato estero che lo stile di produzione giapponese, quindi un tè verde cotto a vapore che avesse però sentori simili ai tè cotti in padella alla maniera cinese.
Il risultato diede origine ad un tè lavorato come il Sencha ma dagli aromi più caldi e meno erbacei, con una nota tostata.

Il gusto e la forma a virgola simili al Kamairicha (Vedi articolo kamairicha), venivano ottenuti dall’ultima parte della lavorazione diversa da quella del sencha, ovvero una sorta di tostatura a calore diretto. Nacque così un tè eccellente, adatto sia ai palati giapponesi più abituati al gusto umami dei tè ombreggiati come il Gyokuro ed ai sapori freschi ed erbacei dei Sencha, che a quelli occidentali più abituati a tè aromatici con sentori di tostatura.

Il Tamaryokucha è un tè ancora molto raro e viene prodotto esclusivamente nella Regione del Kyushu.

Esistono vari stili di Tamariokucha, dati dalla zona di produzione, dalla ricetta del Tea Master, dall’ombreggiatura data o non data alle piante, dalla durata della cottura a vapore delle foglie e dalla scelta delle cultivar utilizzate.
Questo tipo di Sencha viene prodotto in diverse Prefetturedella Regione del Kyushu, ma vi racconterò il mio incontro con il Tamaryokucha prodotto nella Prefettura di Nagasaki per l’esattezza a Higashi Sonogi.

La storia

Vediamo come tutto ebbe inizio:

Durante il periodo Edo (1603-1868), Nagasaki era l’unico Porto in Giappone ancora aperto al commercio con gli stranieri, la città di Higashisonogi, non molto distante da Nagasaki, era situata su di una importante intersezione stradale che connetteva Nagasaki con Edo (Tokyo) e portava anche ad altre aree dell’Isola del Kyushu. Questa cittadina divenne quindi una vibrante stazione postale, attraverso la quale passavano moltissime persone, i Signori Feudali che venivano da o andavano a Edo e, non ultimi, i commercianti portoghesi.

Ohura Keio fu un donna di Nagasaki molto importante per la storia del tè Giapponese, fu lei che, nel 1853, concluse la prima vendita di tè con un commerciante britannico, e lo spedì da Nagasaki verso gli Stati Uniti.

Iniziò così l’esportazione del tè dal Giapponese che fu un business di grande successo per molto tempo.

Oggi

Da qualche anno però il trend di distribuzione e di consumo del tè in Giappone si è trasformato notevolmente per incontrare la richiesta dei giovani così riluttanti a conservare le tradizioni, incuriositi invece dalle mode occidentali, creando problematiche e caos nel mercato del tè di questo paese.
Mi è capitato più volte, in diverse regioni del Giappone e presso diversi produttori e coltivatori di tè, di dover affrontare questo argomento, purtroppo il calo del consumo di tè verde da parte dei giapponesi è notevole, i coltivatori di tè, che da generazioni si occupano di portare avanti la cultura del proprio paese, si sono resi conto di dover trovare nuove soluzioni, rivolgendosi così anche al mercato occidentale in un modo più nuovo e fresco.

Beh! come possiamo vedere la storia si ripete!

Ecco quindi che le nuove generazioni di coltivatori del tè, appartenenti alle storiche famiglie di Higashi Sonogi, responsabili del modo in cui il futuro del loro paese andrà avanti, si sono riunite in un gruppo di giovani imprenditori che si identifica con il nome di “Tsunagu Sonogi Tea Farmers” per portare avanti un innovativo progetto volto a unire la cultura del tè a quella del proprio territorio.

Creando prodotti di altissima qualità nel rispetto dell’ambiente, facendo conoscere il proprio prodotto nel proprio pese ed oltreoceano attraverso workshops, offrendo anche una innovativa proposta turistica e culturale a diretto contatto con le piantagioni del tè, vogliono essere i pionieri del tè del futuro.

L’altopiano di Higashisonogi è estremamente rigoglioso e ricchissimo di verdi e profumate piantagioni di tè che si intervallano a fluorescenti piantagioni di riso,  a coltivazioni di fragole, di asparagi ed aranceti.

Qui la qualità della vita è davvero elevata, la cucina è eccellente ed estremante salutare e raffinata, le persone che vivono nelle bellissime case tradizionali sono ospitali, simpatiche, ricche di cultura e di tradizione. Qui il tempo sembra essersi fermato ed il senso della famiglia si è conservato, non è inusuale che insieme vivano ancora fino a 4 generazioni.

Nel mio viaggio ho avuto la fortuna di essere ospitata da un paio di queste famiglie e di vivere con loro a diretto contatto con le piantagioni di tè, di imparare da loro come utilizzare correttamente le teiere che portano proprio il nome di questa regione “Kyushu”, di preparare con loro il tè che loro stessi coltivano e producono, e di mangiarlo cotto in tempura preparato dalla mamma di casa.

Mi è stato mostrato, con pazienza e generosità, ogni passaggio della lavorazione del loro pregiatissimo Tamryokucha, ed ora….. come non amarlo?

Quando questo sapore ti entra dentro, allora lo capisci e non puoi che amarlo!

Le piantagioni

Questo paradiso composto da piantagioni di tè, che si estendono per circa 400 ettari, si affaccia sulla Baia di Omura, ed arriva quasi fino al mare, così le giovani foglie vengono spesso spruzzate dalle piccole gocce salate portate dal vento.

Le piantagioni si trovano su di una cintura di antiche colline vulcaniche  dal difficile terreno argilloso, per adattarsi quindi al terroir, questi tè sono per lo più ombreggiati, sviluppando il gusto umami tanto amato dai palati Giapponesi e che identifica in modo netto i loro tè.

Dopo la raccolta primaverile le foglie vengono cotte a vapore per tempi lunghi “Fukamushi”, vengono lasciate il più possibile intatte ed arrotolate con molta delicatezza, per ridurre il gusto amaro e dare una finitura morbida ed aromatica. Il risultato di tanta passione è evidente, non a caso questi sono tè che hanno vinto molti premi importanti.

Questo luogo è perfetto per la crescita del tè perché beneficia di un microclima dato dal mare e dalla protezione delle colline  che creano un giusto rapporto tra il calore diurno e la frescura delle notti, mantenendo le piantagioni umide.
Le piantagioni inoltre sono particolarmente curate, il terreno viene fertilizzato più volte all’anno utilizzando esclusivamente concimi biologici creati direttamente dai coltivatori con scarti vegetali.

Gli “Tsunagu Sonogi Tea Farmers” hanno tra i 20 ed i 40 anni ma sono molto esperti nel mestiere, essendo alla terza o quarta generazione di famiglie di Maestri del Tè.
Sono loro a provvedere direttamente sia alla coltivazione delle piante del tè che al loro raccolto ed infine al  delicatissimo processo di lavorazione delle foglie, cosa molto inusuale in Giappone, dove la coltivazione e la lavorazione vengono generalmente svolti da aziende diverse.
Si occupano anche direttamente di far conoscere i propri tè attraverso una divulgazione capillare, costruendo partnerships con altri coltivatori di tè e con persone che provengono da industrie differenti.

Il workshop

Lo scorso Ottobre 2018 ho avuto l’onore di organizzare con il Maestro Ohyama-san appartenente al gruppo degli Tsunagu Tea Farmers, uno di questi workshops nella mia città Venezia, e di contribuire, con l’aiuto di Renee Pompen di J-Port e di Nicoletta Tul della Finestra sul Tè,alla divulgazione di questa cultura che ha davvero bisogno di essere conosciuta e compresa a fondo.

I loro tè superlativi e molto esclusivi nel 2017 e 2018 hanno vinto l’ambitissimo Primo Premio nella “Japan’s National Tea Competition”, ed anche il Primo Premio nel “World Green Tea Contest”, così come quello per il “Best Packaging” nella stessa gara.

A Venezia abbiamo avuto l’onore e la rarissima occasione di degustare proprio questi tè all’interno della prestigiosa cornice dell’Hotel al Sole che ci ha generosamente ospitati.

Nel prossimo articolo vi farò conoscere il loro progetto “SIX SENSES”  contenente i sei rarissimi tè che questi Tea Masters di nuova generazione hanno selezionato per noi.

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